Valencia ci ha accolti attraverso la luce, il colore e la materia. Dietro le facciate scolpite del centro storico e nelle piccole botteghe abbiamo incontrato una tradizione ceramica ancora viva, fatta di oggetti quotidiani, simboli e lavorazioni tramandate nel tempo.
Il nostro viaggio non è stato soltanto una visita alla città. È diventato una ricerca sul campo, alla scoperta di due forme particolarmente legate alla cultura valenciana: i botijos e i socarrats.
Le fotografie di questo articolo sono state scattate da noi durante il viaggio a Valencia.
Coordinate di viaggio
Valencia: una città da leggere attraverso le superfici
Camminando per Valencia abbiamo osservato una città costruita attraverso contrasti continui. La monumentalità delle architetture storiche convive con la vita quotidiana dei mercati, delle piazze e delle botteghe.
Le facciate lavorate, le ceramiche, le persiane, il ferro battuto e le tonalità calde dei muri compongono un paesaggio nel quale la decorazione non appare mai completamente separata dall’architettura.
Ogni strada sembrava restituire un frammento differente della città: la vicinanza del mare, l’energia delle piazze, il profumo della cucina valenciana e una cultura materiale che continua a essere presente negli oggetti di uso quotidiano.
A Valencia abbiamo riconosciuto un principio vicino alla visione Vicode: gli oggetti più interessanti non sono soltanto belli, ma conservano la memoria del luogo e delle persone che li hanno realizzati.
Oggetto quotidiano · Forma scultorea
Il botijo: acqua, argilla e ingegno popolare
Il botijo nasce come contenitore per l’acqua. La sua forma è immediatamente riconoscibile: un corpo panciuto, un’apertura per riempirlo e un beccuccio dal quale bere.
La porosità dell’argilla permetteva tradizionalmente di mantenere l’acqua fresca. Una funzione semplice che ha dato origine a innumerevoli interpretazioni, differenti per proporzioni, colore, decorazione e territorio.
Ci ha colpito la sua capacità di passare con naturalezza da oggetto domestico a presenza scultorea. Anche quando non viene più utilizzato nella sua funzione originale, il botijo conserva una forma organica e una forte identità mediterranea.
Pasión Botijos
La forma tradizionale del contenitore valenciano entra negli interni contemporanei attraverso ceramiche materiche, colori intensi e interpretazioni d’autore.
Scopri la collezioneSocarrats: immagini nate per abitare l’architettura
Accanto ai botijos abbiamo incontrato i socarrats, formelle in terracotta decorate con animali, figure umane, motivi vegetali, stemmi e creature appartenenti all’immaginario valenciano.
Prima di diventare oggetti da collezione, i socarrats erano parte dell’architettura. Venivano utilizzati soprattutto tra le travi lignee dei soffitti, trasformando la struttura della casa in una superficie narrativa.
La palette ridotta, i contorni marcati e le irregolarità della lavorazione manuale conferiscono loro un linguaggio sorprendentemente grafico. Anche osservati fuori dal loro contesto originario, continuano a sembrare piccoli frammenti di racconto.
La storia
Origine, funzione architettonica, tecnica e significato delle antiche formelle valenciane.
Negli interni
Mattonelle, ceramiche e forme tridimensionali pensate per abitare la parete oltre il quadro.
L’incontro
Nel laboratorio di Artesanía Yuste
Uno dei momenti più importanti del viaggio è stato l’incontro con la famiglia Yuste. Entrare nel loro spazio ci ha permesso di osservare da vicino una tradizione che non appartiene soltanto al passato, ma continua attraverso la pratica quotidiana.
Il figlio di Enrique Yuste porta avanti l’attività di famiglia, mentre África Yuste continua a dipingere a mano i socarrats. Ogni pezzo mostra piccole variazioni nel tratto, nei pigmenti e nella superficie.
I socarrats scelti durante il viaggio portavano la firma di África. Un dettaglio semplice, ma capace di rendere immediatamente visibile il legame tra l’oggetto e la persona che lo ha realizzato.
Dal taccuino di viaggio
Non cercavamo oggetti perfetti o intercambiabili. Cercavamo tracce: una pennellata diversa, un bordo irregolare, una forma capace di conservare la voce di chi l’aveva realizzata.
Portare Valencia negli interni contemporanei
Un botijo o un socarrat non richiedono necessariamente un ambiente rustico o tradizionale. La loro forza emerge anche nel contrasto con interni essenziali, superfici naturali e arredi contemporanei.
Un botijo può essere esposto sopra una madia, su una consolle o all’interno di una libreria. La sua forma organica interrompe la rigidità delle linee architettoniche e introduce una presenza materica.
Un socarrat può invece essere appeso come una piccola opera, appoggiato su una mensola oppure inserito in una composizione con quadri, sculture e altre ceramiche.
In entrambi i casi, l’obiettivo non è ricostruire un interno valenciano, ma creare un dialogo tra storia, artigianato e spazio contemporaneo.
Da Valencia a Vicode
Abbiamo portato con noi oggetti, fotografie e incontri. Ma soprattutto un modo di osservare la ceramica come memoria viva, capace di entrare nelle case contemporanee senza perdere la propria identità.
Pasión Botijos Storia dei SocarratsLorenzo & Elena — Vicode
