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Stefano Puzzuoli
Legno, memoria, metamorfosi
Stefano Puzzuoli è uno scultore italiano che trasforma frammenti di natura dimenticata in oggetti carichi di poesia e memoria. I suoi vasi in legno, realizzati a partire da tronchi abbattuti, potature o legni destinati al fuoco, sono opere vive: piccoli haiku tridimensionali che parlano di tempo, trasformazione e bellezza imperfetta.
Il suo processo creativo comincia nei boschi della Toscana, dove raccoglie personalmente ogni pezzo, guidato dall’istinto e dall’osservazione. Ogni tronco, segnato da funghi, muschi o insetti, è scelto per la sua storia invisibile. L’artista non impone forme, ma le ascolta emergere: venature, spaccature, tracce organiche diventano protagoniste.
I vasi non sono oggetti funzionali, ma contenitori di vissuti. Compatti o fratturati, lisci o solcati da crepe profonde, rivelano una relazione unica tra materia e gesto, interno ed esterno, vita e memoria. Le imperfezioni non vengono cancellate, ma esaltate come segni preziosi del tempo.
“Il mio lavoro è ascoltare il legno. Non lo trasformo: gli do voce.”
IL PROCESSO CREATIVO

LA GENESI
L'istante in cui la forma si libera dalla corteccia per venire alla luce.

LA SOTTRAZIONE
L'arte di togliere il superfluo per arrivare al cuore della materia.

I CUSTODI
Figure silenziose e antiche che sembrano osservare chi le guarda.

LA MEMORIA
Ogni venatura racconta una storia, ogni imperfezione è una traccia del tempo.











