A Palazzo Lancia, la casa-studio dell’architetto Alessandra Vitale ha accolto Vicode per due giornate dedicate al design, all’artigianato e alla relazione tra oggetti e spazio.

Ci sono case che raccontano chi le abita. Altre riescono anche a trasformarsi, aprendosi a nuovi incontri e lasciando che architettura, materia e oggetti costruiscano insieme una narrazione.

 

 

È ciò che è accaduto il 23 e 24 maggio 2026, quando, in occasione di Open House Roma, la casa-studio dell’architetto Alessandra Vitale ha aperto le sue porte al pubblico all’interno di Palazzo Lancia, nel quartiere Parioli.

Per due giornate, lo spazio si è trasformato in una vera e propria suite espositiva: non una mostra tradizionale, ma un percorso domestico e sensoriale nel quale l’architettura degli interni ha incontrato il design contemporaneo e il valore autentico dell’artigianato.

L’appuntamento si è inserito nella quattordicesima edizione di Open House Roma, il festival che ogni anno permette di scoprire luoghi, studi professionali, abitazioni e architetture della Capitale solitamente non accessibili al pubblico. L’edizione 2026 ha coinvolto più di 220 siti, interpretando Roma come un organismo vivo e in continua trasformazione.

Una casa-studio sopra Roma

Raggiungere i piani attici di Palazzo Lancia, in viale dei Parioli 124, significava entrare gradualmente in una dimensione più intima e sospesa, lontana dal ritmo della città.

L’edificio conserva una storia particolare. Nato come uno dei primi complessi multifunzionali della Capitale, era stato concepito per ospitare la sede romana della Lancia: al piano terra si trovava la concessionaria, mentre nel cortile retrostante erano collocati garage, officine e uffici. I piani superiori erano invece destinati alle abitazioni.

Oggi, in uno degli appartamenti ai piani attici, si trova lo studio di Alessandra Vitale.

La casa e il luogo di lavoro convivono senza una separazione rigida. Gli ambienti conservano la dimensione privata dell’abitare, ma rivelano contemporaneamente la ricerca dell’architetto: una progettazione sensibile, capace di mettere in relazione lo spazio, la materia e l’identità di chi lo vive.

Durante Open House Roma, questa relazione è diventata il punto di partenza dell’intero allestimento.

Un allestimento da attraversare

Vicode ha curato l’allestimento della casa-studio intervenendo negli ambienti con rispetto, senza sovrapporsi all’architettura e senza trasformare le stanze in un semplice spazio espositivo.

Ogni oggetto è stato scelto e posizionato affinché potesse instaurare un legame con ciò che lo circondava: un mobile, una parete, una luce, una prospettiva o un materiale già presente nella casa.

Le ceramiche, gli oggetti di design e i pezzi selezionati da Vicode sono così entrati negli spazi con naturalezza. Non apparivano come elementi aggiunti per l’occasione, ma come presenze appartenenti alla vita della casa.

Era proprio questo il significato di Spazio Atelier: un dialogo tra architettura e materia.

Non una successione di prodotti, ma una composizione nella quale ogni elemento contribuiva a definire l’atmosfera complessiva. Gli oggetti acquisivano una nuova profondità attraverso l’architettura e, allo stesso tempo, permettevano di osservare gli interni da un punto di vista differente.

La presentazione ufficiale di Open House Roma descriveva infatti lo spazio come una “suite” espositiva capace di raccontare contemporaneamente la storia dell’edificio, il progetto di interni e la relazione tra il design Vicode e la casa-studio.

La materia come presenza

All’interno degli ambienti, le ceramiche hanno assunto un ruolo centrale.

Superfici irregolari, smalti, segni manuali e piccole variazioni rendevano ogni pezzo unico. Inserite tra libri, opere, arredi e oggetti personali, le ceramiche non avevano bisogno di essere isolate per attirare lo sguardo: emergevano attraverso il dialogo con lo spazio.

Accanto alle collezioni selezionate da Vicode erano presenti anche le ceramiche Malles, realizzate secondo l’antica tradizione delle donne di Sejnane, in Tunisia.

Le loro forme essenziali e le superfici modellate dal fuoco portavano all’interno della casa una materia antica, imperfetta e profondamente umana. La loro presenza creava un contrasto intenso con il contesto urbano ed elegante dei Parioli, ma proprio da questo incontro nasceva una nuova armonia.

Vicode ha voluto mostrare come un oggetto artigianale possa trovare posto anche negli interni più contemporanei, senza perdere la propria identità. Non come semplice decorazione, ma come testimonianza di un sapere, di un territorio e di mani che continuano a tramandare un gesto.

Il sottotetto, uno spazio sospeso

Il percorso culminava nel sottotetto di Palazzo Lancia.

Qui il linguaggio dell’allestimento diventava più libero, astratto ed evocativo. La particolare conformazione dello spazio, le inclinazioni della copertura e la luce contribuivano a creare un’atmosfera raccolta, quasi separata dal resto della casa.

Nel sottotetto, gli oggetti e le ceramiche Malles assumevano il carattere di presenze silenziose. Le forme dialogavano con le ombre e con l’architettura, dando vita a una composizione più sperimentale e sensoriale.

Non si trattava più soltanto di osservare i singoli pezzi, ma di percepire l’insieme: le distanze, i vuoti, la luce sulle superfici e il rapporto tra la materia grezza delle ceramiche e la struttura dello spazio.

Era il punto più intimo del percorso e, forse, quello in cui il significato dell’intero progetto emergeva con maggiore forza.

Due giornate di incontri

Le giornate del 23 e 24 maggio sono state intense e molto partecipate.

Numerosi visitatori hanno attraversato gli ambienti della casa-studio, soffermandosi sugli oggetti, osservando i dettagli dell’architettura e dialogando con chi aveva contribuito alla realizzazione del progetto.

Per Vicode è stata un’occasione preziosa per incontrare un pubblico attento e curioso, raccontare la provenienza dei pezzi e condividere il lavoro di ricerca che precede ogni selezione.

L’interesse ricevuto ha confermato quanto sia importante presentare gli oggetti all’interno di contesti capaci di mostrarne non soltanto la forma, ma anche la possibile relazione con la vita quotidiana.

Una ceramica osservata da sola racconta la propria materia. Inserita in una casa, accanto a un libro, su una mensola o sotto una luce precisa, comincia invece a raccontare anche un modo di abitare.

Il successo dell’iniziativa è nato proprio dall’incontro tra sensibilità differenti ma complementari: il progetto degli interni di Alessandra Vitale, la ricerca di Vicode e l’identità architettonica di Palazzo Lancia.

Progettare relazioni

Atelier tra Architettura e Materia è stato molto più di un allestimento temporaneo.

È stato un esperimento sull’abitare, sulla capacità degli oggetti di trasformare la percezione di uno spazio e sulla possibilità di avvicinare il pubblico al design attraverso un’esperienza autentica.

La casa-studio non ha perso la propria identità per diventare una mostra. Al contrario, è stata proprio la sua dimensione vissuta a rendere il percorso speciale.

Per Vicode, partecipare a Open House Roma ha significato portare la propria visione all’interno di un luogo capace di rappresentarla: selezionare oggetti con un’anima e inserirli in ambienti nei quali possano stabilire relazioni, generare emozioni e continuare a raccontare la storia di chi li ha creati.

Al termine delle due giornate sono rimasti gli incontri, le conversazioni e le immagini di una casa attraversata da tante persone.

Ma è rimasta soprattutto una certezza: quando architettura e materia dialogano con sensibilità, gli oggetti non si limitano ad arredare uno spazio.

Lo rendono unico.


Progetto e allestimento: Studio Vitale e Vicode
PR e comunicazione: Antonia Marmo
Fotografie: © Lucia Caputo
Luogo: Palazzo Lancia, viale dei Parioli 124, Roma
Date: 23–24 maggio 2026

Galleria evento

Allestimento Vicode nella casa-studio di Alessandra Vitale a Palazzo Lancia.
Ceramiche e oggetti di design negli interni dell’attico ai Parioli.
Casa-studio di Alessandra Vitale aperta al pubblico per Open House Roma.
Vicode a Palazzo Lancia con un allestimento tra architettura e materia.
Elena Bonannini e Lorenzo Lazzeroni (fondatori do Vicode) a Palazzo Lancia nellos tudio di Alessandra Vitale allestiscono per open house Roma
Ceramiche Malles inserite negli ambienti della casa-studio di Studio Vitale.
Visitatori durante Open House Roma nell’attico di Palazzo Lancia.
Dettaglio dell’allestimento Vicode tra libri, arte e design contemporaneo.
Suite espositiva nella casa-studio dell’architetto Alessandra Vitale a Roma.
Installazione sensoriale nel sottotetto di Palazzo Lancia ai Parioli.
Oggetti artigianali Vicode in dialogo con l’architettura degli interni.
Spazi dell’attico di Palazzo Lancia arredati con ceramiche selezionate da Vicode.
Open House Roma 2026 nella casa-studio di Alessandra Vitale ai Parioli.
Dettaglio dell’allestimento Vicode tra libri, arte e ceramiche spagnole contemporanee.
dettaglio dell'allestimento Vicode a Palazzo Lancia con un allestimento tra architettura e materia.
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