Durante la Milano Design Week si passa continuamente da una scala all’altra: dagli ampi padiglioni della Fiera agli showroom raccolti di Brera, dalla precisione dell’industria al segno irripetibile della lavorazione manuale. Nel 2026, il percorso di Vicode si è sviluppato proprio tra questi due estremi.

Non abbiamo pensato agli oggetti come elementi da esporre isolatamente. Li abbiamo inseriti in ambienti già fortemente caratterizzati, osservando come forme, superfici e provenienze differenti potessero modificare la percezione dello spazio.

Due contesti, una stessa ricerca

Lo stand Living Divani e lo showroom Ditre rappresentavano due situazioni differenti. In Fiera, gli oggetti entravano in un progetto rigoroso, costruito attraverso geometrie, proporzioni e superfici controllate. A Brera, invece, il dialogo era più libero e domestico, aperto all’inserimento di pezzi trovati durante i nostri viaggi.

In entrambi i casi il punto di partenza è rimasto lo stesso: capire come un oggetto artigianale possa abitare un interno contemporaneo senza perdere la propria identità.

La materia non deve necessariamente dominare una stanza. A volte basta una superficie irregolare, una forma inattesa o una piccola variazione di colore per cambiarne l’equilibrio.

Il rigore dello stand Living Divani

Al Padiglione 11, lo spazio di Living Divani era definito da un linguaggio essenziale: volumi nitidi, materiali raffinati e una composizione nella quale anche i vuoti avevano un ruolo preciso.

Inserire le selezioni Vicode in questo contesto richiedeva misura. Gli oggetti non dovevano interrompere l’architettura dello stand, ma introdurre variazioni capaci di renderla più vissuta.

Una ceramica modellata a mano, accostata a una superficie perfettamente disegnata, produce un contrasto quasi impercettibile ma importante. La precisione dell’arredo rende più evidente l’irregolarità dell’oggetto; allo stesso tempo, la materia artigianale attenua il rigore dell’insieme.

Ceramiche Vicode inserite nello stand Living Divani al Salone del Mobile 2026
Le ceramiche selezionate da Vicode nell’allestimento Living Divani al Salone del Mobile di Milano.

Il vuoto

Gli oggetti sono stati collocati lasciando loro spazio, evitando sovrapposizioni e composizioni eccessivamente decorative.

La proporzione

Ogni pezzo è stato scelto considerando il rapporto con tavoli, sedute, prospettive e distanze di osservazione.

Il contrasto

La superficie manuale delle ceramiche ha introdotto una variazione materica all’interno di un ambiente definito dalla precisione del progetto.

Da Bisbal d’Empordà a via Solferino

Lasciata la Fiera, il percorso è proseguito nel cuore di Brera, nello showroom Ditre Italia di via Solferino. Qui abbiamo presentato anche alcuni oggetti incontrati durante un viaggio di ricerca a La Bisbal d’Empordà, in Catalogna.

La città catalana conserva una lunga tradizione legata alla ceramica. Nelle botteghe e nei laboratori abbiamo cercato pezzi capaci di raccontare quel territorio senza ridursi a souvenir: oggetti con piccole irregolarità, colori difficili da replicare e forme nate da lavorazioni precise ma non seriali.

Inseriti accanto agli arredi contemporanei di Ditre, questi oggetti hanno costruito un insieme più libero rispetto alla Fiera. La casa immaginata nello showroom poteva accogliere provenienze diverse, senza la necessità di uniformarle.

01

Scultura in terracotta blu

Una forma scultorea attraversata da riflessi profondi, scelta per il suo equilibrio tra volume, colore e lavorazione manuale.

02

Ceramica Malles

Una superficie scura, segnata dal fuoco e dalla modellazione a mano, capace di creare un contrasto deciso con gli arredi contemporanei.

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Botijo tradizionale

Un oggetto appartenente alla cultura quotidiana spagnola, osservato non come elemento folkloristico ma come forma ancora attuale.

Ceramiche artigianali Vicode nello showroom Ditre Italia di via Solferino a Milano
Oggetti artigianali e ceramiche nella composizione realizzata nello showroom Ditre Italia di Brera.

Dal viaggio all’allestimento

La ricerca di Vicode parte spesso da un incontro diretto: una bottega visitata, una tecnica osservata da vicino o un oggetto scoperto fuori dai percorsi più conosciuti.

Il passaggio successivo consiste nel capire come quella forma possa entrare in un progetto senza perdere il legame con la propria origine. Non tutto ciò che troviamo durante un viaggio viene selezionato. Cerchiamo pezzi capaci di mantenere carattere anche quando vengono spostati in un ambiente completamente diverso.

La Milano Design Week ci ha permesso di verificare questo principio in due contesti opposti: la precisione dello stand fieristico e l’atmosfera più domestica di uno showroom nel centro della città.

In entrambi i casi le ceramiche non sono state trattate come accessori finali. Hanno partecipato alla costruzione dell’ambiente attraverso materia, colore, volume e provenienza.

Ciò che portiamo fuori dal Salone

Una Design Week non termina con lo smontaggio degli stand. Rimangono gli accostamenti osservati, le conversazioni con progettisti e aziende e le nuove possibilità immaginate per gli oggetti.

Le selezioni presentate a Milano entrano nel lavoro che Vicode sviluppa con architetti, interior designer e showroom: scouting di pezzi, composizioni personalizzate e ricerca di oggetti capaci di completare un progetto senza renderlo prevedibile.

Il nostro obiettivo non è riempire uno spazio, ma individuare ciò che può renderlo riconoscibile.