Malles – Shaping Stories è nato dall’incontro con le ceramiste di Sejnane, nel nord della Tunisia. Le loro forme modellate a mano raccontano un sapere tramandato tra generazioni, ma anche le difficoltà concrete di chi cerca di trasformare una pratica tradizionale in una fonte di reddito continuativa.

Abbiamo parlato con Vittoria Capresi, che segue il progetto dalla Tunisia, per capire come è nato Malles, come lavorano le artigiane e quale equilibrio si può costruire tra tutela delle tecniche locali, nuove forme e distribuzione internazionale.

Mani di un’artigiana di Sejnane mentre modella una ciotola in argilla
La ceramica di Sejnane viene modellata interamente a mano, senza l’impiego del tornio.
La nascita del progetto

Com’è nato Malles – Shaping Stories?

L’idea è nata dopo alcune visite a Sejnane e dalle conversazioni avute direttamente con le artigiane. Mi hanno raccontato che una delle difficoltà principali riguarda la vendita delle loro ceramiche.

Alcune espongono i pezzi su tavoli lungo la strada, aspettando i pochi visitatori o abitanti che passano. Esiste anche una fiera a Tunisi, generalmente in primavera, ma partecipare comporta costi elevati e molta concorrenza.

Quello che manca è soprattutto una maggiore continuità negli introiti. Senza una domanda regolare è difficile trasformare la ceramica da attività occasionale a lavoro realmente retribuito.

Da qui è nata l’idea di Malles: portare queste ceramiche fuori dalla Tunisia attraverso mostre, collaborazioni e rapporti con designer e architetti. Aumentare le occasioni di incontro significa generare più domanda e rendere la produzione meno incerta.

Volevo però che il progetto andasse oltre la vendita dell’oggetto. Insieme alla ceramica vengono consegnate delle cartoline che raccontano la storia della donna che l’ha realizzata. Chi acquista un pezzo deve poter conoscere il nome dell’artigiana e comprendere da dove proviene.

Artigiana di Sejnane accanto al fuoco utilizzato per la cottura tradizionale delle ceramiche
La cottura avviene all’aperto, attraverso tecniche legate alla vita rurale e alle risorse disponibili sul territorio.
Il territorio

Perché la Tunisia è diventata il cuore del progetto?

In realtà è stata la Tunisia a scegliere me. Vivo qui per lavoro, occupandomi anche di un progetto in Libia, e Malles è nato come un modo per mantenere un rapporto diretto e concreto con il Paese.

Vivendo in Tunisia ho cominciato a conoscere meglio il territorio e i suoi siti culturali. Continuo ancora oggi a viaggiare ed esplorare. Durante una di queste visite sono arrivata a Sejnane: è da quell’incontro che è iniziato tutto.

Dettaglio della superficie irregolare di una ceramica Malles cotta a fuoco aperto
Bruciature, variazioni cromatiche e piccole irregolarità rendono ogni ceramica diversa dalle altre.
Le artigiane

Chi sono le donne che lavorano con Malles?

Lavoro con otto donne appartenenti a due gruppi familiari. A Sejnane la famiglia ha spesso una struttura allargata: più generazioni vivono in case organizzate intorno a un cortile comune, nel territorio rurale.

Le artigiane registrate nell’area sono circa un centinaio e molte hanno un’età avanzata. Le generazioni più giovani non sempre sembrano interessate a proseguire questa pratica, e questo mette a rischio la continuità del sapere.

La ceramica è soltanto una parte delle loro giornate. Le donne lavorano nei campi, accudiscono gli animali, mungono le mucche, crescono i figli e preparano il cibo per la famiglia.

La produzione è fisicamente impegnativa. L’argilla viene raccolta nei pressi delle abitazioni, preparata e lavorata all’aperto, spesso a piedi nudi nel cortile e in condizioni climatiche non semplici.

01

Argilla locale

La terra viene raccolta nel territorio, pulita e preparata dalle stesse artigiane.

02

Modellazione manuale

Le forme vengono costruite senza tornio, attraverso gesti appresi in ambito familiare.

03

Cottura aperta

I pezzi vengono cotti all’aperto, a contatto con fiamme, cenere e materiali naturali.

Ceramiche di Sejnane durante la cottura tradizionale a fuoco vivo all’aperto
La cottura a fuoco aperto lascia sulle superfici segni e tonalità impossibili da riprodurre in modo identico.
Lavoro e identità

In che modo la ceramica può diventare uno strumento di autonomia?

Le artigiane di Sejnane vogliono essere viste e desiderano che il loro lavoro venga riconosciuto come una forma d’arte. Sono orgogliose delle competenze che possiedono.

Produrre ceramica permette loro di distinguersi e di riconoscersi come parte di una comunità. Sono consapevoli di custodire un sapere che non appartiene a tutti.

Nel 2018 le conoscenze legate alla ceramica femminile di Sejnane sono state inserite nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il riconoscimento riguarda soprattutto il valore sociale della pratica e il modo in cui viene trasmessa.

Far conoscere le ceramiche significa quindi rendere visibili anche le donne che le realizzano. Per questo considero importante il ruolo di Vicode come tramite per portare il loro lavoro fuori dalla Tunisia.

Servizio editoriale dedicato alle ceramiche Malles accanto a una ciotola nera artigianale
Le ceramiche Malles raccontate attraverso immagini, mostre e collaborazioni editoriali.
Forma e materia

Che cosa raccontano le superfici imperfette dei vasi?

Queste ceramiche nascono originariamente come oggetti di uso quotidiano, utilizzati per cucinare, conservare alimenti o preparare il pane. Solo in un secondo momento alcune forme hanno assunto una funzione decorativa.

L’aspetto degli oggetti dipende direttamente dal materiale e dal processo di lavorazione. L’argilla locale è grossolana, mentre la cottura avviene all’aperto e a temperature inferiori rispetto a quelle di molti forni ceramici contemporanei.

Per questo le superfici non sono uniformi. Possono presentare zone più scure, bruciature, piccole crepe e variazioni. Non sono imperfezioni da correggere: sono il risultato naturale del processo e costituiscono una parte essenziale della bellezza di ogni pezzo.

Vaso geometrico nero Habiba realizzato a mano per la collezione Malles x Vicode
Il vaso Habiba: una forma contemporanea che conserva le tracce della modellazione e della cottura tradizionale.
Tradizione e nuove forme

Come si può introdurre il design senza alterare la tecnica locale?

Generalmente lascio che le artigiane lavorino liberamente. In alcuni casi propongo uno spunto o una possibile direzione, ma il confronto avviene sempre prima della realizzazione.

Discutiamo insieme se una forma può essere costruita con quel tipo di argilla e con quella tecnica. La parte più interessante arriva quando ciascuna donna interpreta lo stesso suggerimento in modo differente.

Da un disegno o da una conversazione possono così nascere forme nuove, ma sempre coerenti con il sapere e con i gesti delle artigiane.

Logo del progetto Malles Shaping Stories
La collaborazione

Perché hai scelto Vicode per raccontare Malles online?

Vicode è una finestra adatta a Malles perché permette di mostrare ciò che esiste dietro gli oggetti. Non soltanto l’aspetto estetico, ma anche il lavoro artigianale e la dimensione umana.

Un altro elemento importante è lo spazio riservato all’unicità. Le artigiane lavorano a mano e non possono replicare lo stesso oggetto in maniera identica senza alterare la logica della produzione.

Questo non è scontato nella vendita online, dove spesso si cercano articoli standardizzati e sempre disponibili nello stesso modo. Le selezioni Malles cambiano perché sono composte da pezzi singoli e irripetibili.

Vicode ha compreso questa caratteristica e l’ha trattata come un valore, anziché come un limite.

Conoscere Malles x Vicode

Ogni ceramica nasce da argilla locale, lavorazione manuale e cottura a fuoco aperto. La pagina dedicata al progetto approfondisce la storia delle artigiane, delle tecniche e della collaborazione con Vicode.

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