Los Angeles non ci è sembrata una città da comprendere tutta insieme. È fatta di quartieri lontani, strade lunghissime, cambi improvvisi di scala e atmosfere che sembrano appartenere a luoghi diversi.

Durante questo viaggio Vicode non aveva ancora una forma precisa. Esistevano però già la nostra attrazione per gli oggetti fuori dall’ordinario, la curiosità per gli interni e il desiderio di mettere in relazione arte, artigianato e vita quotidiana.

Le immagini e il video presenti nell’articolo sono stati realizzati durante il nostro viaggio in California.

LA

California notebook

Una città osservata attraverso quattro elementi: luce, colore, scala e movimento.

01 Luce
02 Architettura
03 Colore
04 Contrasto

Venice Beach e Abbot Kinney: il primo ritmo di Los Angeles

Abbiamo iniziato il viaggio vicino a Venice Beach. Al mattino l’oceano, i surfisti e le biciclette costruivano un paesaggio in continuo movimento; poche strade più all’interno, l’atmosfera cambiava completamente.

Abbot Kinney ci ha colpiti per la successione di piccole boutique, gallerie, caffè e spazi indipendenti. Non era il singolo negozio ad attirare la nostra attenzione, ma il modo in cui ogni ambiente cercava di raccontare un’identità precisa attraverso insegne, materiali, oggetti e grafica.

Qui abbiamo iniziato a osservare qualcosa che sarebbe tornato spesso nella visione Vicode: uno spazio può essere informale e, allo stesso tempo, estremamente curato. L’identità non nasce necessariamente dall’abbondanza, ma dalla qualità delle scelte.

Appunto 01

A Venice abbiamo capito che il colore può essere energico senza diventare infantile, quando è sostenuto da forme semplici e materiali autentici.

Downtown Los Angeles: arte, metallo e scala urbana

Lasciando la costa siamo entrati in una città più verticale. Downtown Los Angeles ci è apparsa attraverso grandi volumi, superfici riflettenti, facciate metalliche e murales capaci di occupare interi edifici.

La visita a The Broad ci ha permesso di osservare opere contemporanee all’interno di un’architettura che modifica continuamente la luce. Poco distante, le forme metalliche della Walt Disney Concert Hall trasformavano la facciata in una sequenza di curve, riflessi e ombre.

Ci ha interessato soprattutto il contrasto tra queste architetture monumentali e la street art incontrata lungo le strade. Due linguaggi molto diversi, ma entrambi capaci di cambiare il modo in cui si percepisce la città.

Walt Disney Concert Hall e murale pop nelle strade di Los Angeles
Architettura e street art: due scale differenti dello stesso paesaggio urbano.

Scala

Edifici capaci di cambiare la percezione del corpo e del movimento nello spazio.

Superficie

Metallo, cemento, vetro e pittura urbana reagiscono in modo diverso alla luce californiana.

Immagine

Murales, insegne e architetture trasformano la città in una composizione grafica continua.

Griffith Observatory: osservare Los Angeles dall’alto

Dal Griffith Observatory abbiamo visto finalmente la struttura geografica della città. Le distanze, quasi impossibili da percepire percorrendo le strade, diventavano leggibili dall’alto.

Da una parte le colline e l’Hollywood Sign, dall’altra una distesa urbana che sembrava non avere un limite preciso. Era un’immagine completamente diversa dalla Los Angeles raccolta e pedonale incontrata a Venice.

Questa variazione continua di scala è forse uno degli aspetti che ricordiamo maggiormente: Los Angeles passa dal dettaglio di una piccola insegna a un paesaggio immenso senza una vera transizione.

Appunto 02

Dall’alto, Los Angeles smette per un momento di essere una successione di quartieri e diventa un unico, enorme disegno.

Santa Monica: il design quotidiano della costa

A Santa Monica il ritmo tornava a essere quello dell’oceano. Il molo, le insegne, le strutture del luna park e le persone sulla spiaggia costruivano un’immagine immediata e popolare della California.

Più delle attrazioni, ci interessava il rapporto tra semplicità e riconoscibilità. Una ruota panoramica, una tavola da surf o una scritta dipinta possono diventare simboli potenti perché appartengono realmente alla vita del luogo.

Questa capacità di trasformare elementi quotidiani in immagini memorabili avrebbe influenzato anche il nostro modo di osservare gli oggetti: non serve che qualcosa sia complesso per possedere carattere.

Beverly Hills e Rodeo Drive: precisione e teatralità

Beverly Hills ci ha mostrato un’altra Los Angeles. Le strade apparivano più controllate, le vetrine costruite come piccole scenografie e ogni dettaglio contribuiva a comunicare una sensazione di ordine e lusso.

Su Rodeo Drive abbiamo osservato soprattutto il modo in cui architettura, moda e identità visiva lavoravano insieme. Colori netti, facciate riconoscibili, materiali lucidi e proporzioni studiate trasformavano ogni edificio in un’immagine.

Non era un’estetica da riprodurre letteralmente, ma un principio interessante: la qualità percepita nasce dalla coerenza tra spazio, oggetto, luce e presentazione.

Rodeo Drive a Beverly Hills e facciata rosa sotto il cielo blu di Los Angeles
Palme, geometrie nette e colori saturi lungo le strade di Beverly Hills.

Los Angeles palette

Blu del cielo, rosa saturo, giallo grafico, metallo argentato, verde delle palme e nero delle insegne: una palette apparentemente dissonante che la luce riesce a tenere insieme.

California Dreaming: il viaggio in movimento

Le fotografie raccontano alcuni frammenti del viaggio. Il video conserva invece il movimento: le strade, l’oceano, il surf, le palme e i passaggi tra un quartiere e l’altro.

Da Los Angeles alla visione di Vicode

Durante quel viaggio Vicode non esisteva ancora come progetto definito. Esistevano però molti degli elementi che sarebbero entrati nella sua identità: l’attrazione per il colore, il dialogo tra arte e oggetti, l’interesse per gli spazi indipendenti e la ricerca di presenze capaci di raccontare una storia.

Los Angeles ci ha insegnato a non temere gli accostamenti inattesi. Un oggetto artigianale può convivere con un’opera pop, una superficie materica con un colore intenso, una forma antica con un interno contemporaneo.

Questa energia continua nella collezione Colore & Fantasia, dove ceramiche, opere e sculture sono selezionate per la loro forza grafica e cromatica.

Il progetto

Scopri come i viaggi, gli incontri e la ricerca sugli oggetti hanno dato origine a Vicode.

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La selezione

Oggetti, ceramiche e opere scelti per introdurre negli interni energia, ritmo e personalità.

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Ripensando oggi a quel viaggio, non ricordiamo soltanto i luoghi più conosciuti. Ricordiamo le combinazioni impreviste, le piccole gallerie, le facciate colorate, il rumore dell’oceano e quella particolare luce capace di rendere tutto più netto.

Los Angeles non ci ha consegnato una formula da seguire. Ci ha lasciato il desiderio di costruire un progetto libero, nel quale oggetti lontani per origine ed epoca potessero trovare un nuovo dialogo.

Lorenzo & Elena — Vicode