Istanbul ci è apparsa come una città costruita per sovrapposizioni. Europa e Asia, acqua e pietra, silenzio e movimento convivono nello stesso paesaggio. Attraversarla ha significato passare continuamente da una dimensione all’altra: dalla monumentalità delle moschee alla familiarità di un bicchiere di boza condiviso con un amico.

Non siamo partiti con una lista precisa di oggetti da trovare. Come spesso accade nei nostri viaggi, abbiamo preferito osservare, ascoltare e lasciare che fossero i luoghi a indicarci ciò che meritava di essere ricordato e portato con noi.

Le fotografie presenti nell’articolo sono state scattate da noi durante il viaggio a Istanbul.

Il nostro itinerario

01 Galata e la città verticale  ·  02 La Moschea Blu  ·  03 La boza con Kadir  ·  04 La Basilica Cisterna  ·  05 Il Gran Bazar

01

Primo sguardo

Galata e la città verticale

Il viaggio è iniziato intorno a Galata. Le strade salgono, cambiano prospettiva e lasciano apparire frammenti di cielo tra edifici, cupole e minareti. La Torre di Galata domina questo paesaggio complesso, diventando un punto di riferimento visibile da parti diverse della città.

Più che il singolo monumento, ci ha colpito la relazione tra le architetture. Costruzioni appartenenti a epoche differenti convivono senza annullarsi, creando un’identità urbana densa e profondamente riconoscibile.

Minareto e architetture storiche osservati tra le strade di Istanbul
La verticalità di Istanbul emerge continuamente tra tetti, facciate e strade.
02

Architettura e raccoglimento

La Moschea Blu

Entrare nella Moschea Blu ha cambiato improvvisamente il ritmo della giornata. Dopo il movimento delle strade, ci siamo trovati in uno spazio costruito attraverso luce, proporzione e decorazione.

Le superfici, i motivi ripetuti e la successione delle cupole accompagnano lo sguardo verso l’alto. Abbiamo osservato questo luogo con rispetto, cercando di comprendere non soltanto la sua bellezza, ma anche il significato spirituale che conserva per chi lo vive quotidianamente.

A Istanbul la decorazione non appare applicata all’architettura: diventa parte della luce, del ritmo e della percezione dello spazio.

Interno decorato di una moschea storica durante il viaggio a Istanbul
Motivi vegetali, geometrie e luce costruiscono una superficie continua sopra lo spazio.
03

Un incontro personale

La boza condivisa con Kadir

Tra i ricordi più autentici del viaggio c’è l’incontro con Kadir, conosciuto attraverso il suo progetto dedicato alla cucina turca. Avendo studiato in Italia, parlava perfettamente italiano e ci ha accompagnati in una Istanbul meno evidente e più quotidiana.

Con lui abbiamo raggiunto il Vefa Bozacısı per assaggiare la boza, una bevanda tradizionale turca. Più del sapore, ricordiamo la situazione: il locale storico, le persone, le conversazioni e la sensazione di partecipare per qualche momento a un rito appartenente alla città.

È stato uno di quei momenti nei quali il viaggio smette di essere semplice osservazione e diventa relazione.

04

Sotto la città

La Basilica Cisterna

Scendere nella Basilica Cisterna significa entrare in una Istanbul sotterranea e inattesa. Le colonne si moltiplicano nell’oscurità, mentre i riflessi sull’acqua modificano continuamente la profondità dello spazio.

È un’architettura che si percepisce prima ancora di comprenderla. Luce, umidità, suono e ripetizione costruiscono un’atmosfera sospesa, molto distante dalla luminosità e dal movimento delle strade esterne.

Questo contrasto ci ha ricordato quanto la materia e la luce siano capaci di cambiare radicalmente il modo in cui viviamo un ambiente.

05

Materia, colore, scoperta

Perdersi nel Gran Bazar

Il Gran Bazar non si visita seguendo una linea retta. È un sistema di passaggi, aperture e deviazioni nel quale tessuti, metalli, spezie, ceramiche e oggetti si sovrappongono fino a costruire un paesaggio visivo continuo.

Ci siamo lasciati guidare dalla curiosità, osservando soprattutto le botteghe meno appariscenti. Cercavamo oggetti che non fossero semplicemente decorativi, ma che conservassero un segno manuale e una storia riconoscibile.

In uno di questi spazi abbiamo trovato alcuni vasi in cartapesta che non avevamo mai visto prima. Leggeri, colorati e interamente lavorati a mano, possedevano forme irregolari e una presenza sorprendentemente scultorea.

Interno del Gran Bazar di Istanbul con botteghe, visitatori e volte decorate
Nel Gran Bazar, il percorso nasce dalla sovrapposizione di voci, oggetti e passaggi.

L’oggetto del viaggio

Dalla scoperta alla collezione Vicode

Portare quegli oggetti in Italia non significava soltanto aggiungere nuovi prodotti allo store. Significava conservare una parte dell’esperienza: il luogo nel quale erano stati scoperti, le persone incontrate e la meraviglia del primo sguardo.

La stessa attrazione per l’artigianato turco continua nella ricerca Vicode. Il Vaso Anadolu, con la sua forma scultorea e i manici lavorati, rappresenta un incontro tra tradizione anatolica e linguaggio contemporaneo.

Per scoprire altre forme materiche e oggetti capaci di caratterizzare lo spazio, visita la collezione Vasi di Design Artigianali.

Ciò che abbiamo portato a casa

Non soltanto oggetti, ma una nuova attenzione per la decorazione, il simbolo e il rapporto tra artigianato e vita quotidiana.

Il viaggio a Istanbul è stato un incontro con una città capace di custodire molte identità senza ridurle a un’unica immagine. Siamo tornati con fotografie, appunti, nuovi riferimenti e la consapevolezza che gli oggetti più interessanti sono spesso quelli che continuano a raccontare il luogo dal quale provengono.

Lorenzo & Elena — Vicode