Marrakech non è stata soltanto una destinazione. È stata un incontro con un modo diverso di vivere il colore, la materia e il tempo. Nelle strade della medina, tra botteghe, cortili nascosti e oggetti segnati dal gesto umano, abbiamo riconosciuto molti degli elementi che sarebbero entrati nell’identità di Vicode.
Questo viaggio ci ha portati alla scoperta dell’artigianato marocchino: non come semplice decorazione esotica, ma come espressione viva di un territorio, delle sue tradizioni e delle persone che continuano a custodirle.
Taccuino di Marrakech
Medina, souk e Giardino Majorelle
Legno inciso, metallo, tessuti e superfici lavorate
Oggetti unici e testimonianze dell’artigianato locale
Entrare nella medina di Marrakech
Il nostro viaggio è iniziato nel cuore della medina, dove il presente si sovrappone continuamente alla storia. Le strade cambiano direzione, i rumori si avvicinano e si allontanano, le superfici riflettono tonalità di terra, polvere e spezie.
Alloggiavamo al Riad Helen, accolti da Céline e Fabien. Dietro una porta discreta si apriva uno spazio raccolto, fatto di luce filtrata, materiali naturali e silenzio. La colazione berbera del mattino era il primo incontro quotidiano con una cultura nella quale l’ospitalità, il cibo e il tempo condiviso mantengono ancora un significato profondo.
Marrakech ci ha insegnato che la bellezza non è necessariamente perfetta: spesso vive nelle differenze, nei segni lasciati dal tempo e nelle mani di chi crea.
Il souk: osservare prima di scegliere
Ci siamo lasciati guidare dalle strade della medina senza seguire un itinerario rigido. Il souk si rivelava poco alla volta: botteghe di legno, metallo, ceramica, pelle e tessuti si alternavano a passaggi stretti, cortili e piccoli laboratori.
Non cercavamo souvenir, ma oggetti dotati di presenza. Pezzi capaci di raccontare la propria provenienza attraverso la materia, le irregolarità e la lavorazione manuale.
È qui che ha preso forma un principio che continua a guidare la nostra ricerca: scegliere soltanto ciò che ci tocca realmente, evitando oggetti anonimi o costruiti per adeguarsi alle mode del momento.
Appunto sul colore
Il Giardino Majorelle
Il Giardino Majorelle è stato uno dei momenti visivamente più intensi del viaggio. Il blu profondo delle architetture, il giallo, il verde della vegetazione e le tonalità calde della terra costruiscono una composizione cromatica netta e sorprendentemente equilibrata.
Qui abbiamo compreso ancora più chiaramente come il colore possa essere utilizzato non come semplice rivestimento, ma come elemento architettonico capace di modificare la percezione dello spazio.
Quelle combinazioni sono rimaste nel nostro immaginario e continuano a riemergere nella scelta degli oggetti, negli accostamenti e nella costruzione delle collezioni Vicode.
Gli oggetti che hanno viaggiato con noi
Nel souk due tipologie di oggetti hanno attirato in modo particolare la nostra attenzione: le forme scultoree ricavate da materiali organici e i pesci intagliati nel legno, dipinti con tonalità intense e carichi di una forte espressività popolare.
Non erano oggetti silenziosi. Avevano segni, imperfezioni e proporzioni capaci di occupare lo spazio e di creare un dialogo con arredi e opere contemporanee.
Materia e segno
La scultura in corno
Una forma verticale e totemica, lavorata e incisa per trasformarsi da materia naturale in presenza scultorea.
Memoria e simbolo
I pesci intagliati nel legno
Figure essenziali e irregolari nelle quali il gesto manuale, il colore e il materiale di recupero restano chiaramente visibili.
Dal viaggio alla visione di Vicode
Siamo tornati in Italia con oggetti, fotografie e ricordi, ma soprattutto con una nuova consapevolezza. Marrakech ci aveva mostrato che un interno può essere contemporaneo senza rinunciare alla memoria, alla materia e alle differenze che rendono ogni pezzo irripetibile.
Questa esperienza è entrata nel modo in cui selezioniamo ceramiche, sculture, opere e complementi: non come semplici prodotti, ma come presenze capaci di raccontare luoghi, persone e tecniche.
Il rapporto tra il Marocco e la nascita del progetto è raccontato anche nella pagina Chi siamo: la storia di Vicode.
Il viaggio continua
Nel 2025 siamo tornati a Marrakech. Abbiamo ritrovato la stessa forza magnetica, nuovi incontri e un progetto ormai cresciuto, ma ancora legato alle emozioni della prima scoperta.
Lorenzo & Elena — Vicode
