Siamo arrivati ad Arles verso sera, alla prima tappa di un viaggio che ci avrebbe portati dalla Provenza alla Camargue e poi verso la costa catalana. Non avevamo un itinerario preciso per la ricerca degli oggetti: soltanto alcuni indirizzi annotati, mercati da esplorare e il tempo necessario per fermarci quando qualcosa attirava la nostra attenzione.
Le strade erano quasi vuote. Le persiane chiuse, le facciate color sabbia e la luce ancora calda facevano apparire la città più silenziosa di quanto l’avessimo immaginata.
Arles fuori dall’itinerario più conosciuto
Non siamo entrati subito nell’anfiteatro e non abbiamo seguito il percorso dedicato ai luoghi di Van Gogh. Abbiamo preferito camminare nei vicoli laterali, osservare le botteghe e cercare quei piccoli mercati che spesso non compaiono nelle guide.
In un cortile ombreggiato, sotto una struttura in legno, abbiamo trovato alcuni banchi di libri usati, oggetti domestici, vecchi utensili e ceramiche. Non c’erano allestimenti costruiti né cartellini dettagliati. Era uno di quei mercati nei quali serve guardare lentamente, spostare qualcosa e chiedere.
I pezzi che ricordiamo più a lungo raramente sono quelli che si fanno notare per primi. Spesso sono quelli che chiedono di essere osservati da vicino.
Un’anfora tra libri e oggetti dimenticati
L’anfora era appoggiata sopra una pila di libri consumati. Aveva una forma compatta, un manico ampio e una bocca leggermente inclinata. La superficie in terracotta chiara era opaca, irregolare e segnata dal tempo.
L’abbiamo presa in mano per comprenderne meglio le proporzioni. Era leggera, ma aveva una presenza netta. Non cercava di imitare un reperto archeologico e non aveva bisogno di decorazioni per essere riconoscibile: erano la forma, la materia e le piccole imperfezioni a darle carattere.
Perché è entrata nella selezione Vicode
Durante i nostri viaggi non cerchiamo oggetti legati a una tendenza precisa. Ci interessano soprattutto le forme capaci di attraversare epoche e ambienti diversi: pezzi che conservano una storia, ma che possono essere inseriti con naturalezza anche in una casa contemporanea.
L’abbiamo chiamata Amphora Camarguaise perché il suo colore e la superficie asciutta ci hanno ricordato la terra, la luce e i paesaggi attraversati durante quel viaggio. Non è un’anfora archeologica, ma un oggetto decorativo vintage trovato in Provenza e scelto per la sua presenza scultorea.
Può essere collocata da sola sopra una consolle o una madia, oppure inserita in una composizione con libri, vetro e piccoli oggetti in metallo. La sua tonalità neutra permette di abbinarla sia a interni chiari sia a materiali più scuri e materici.
Il pezzo del viaggio
Amphora Camarguaise
Un’anfora decorativa in terracotta dalla forma essenziale, trovata ad Arles durante il nostro viaggio nel sud della Francia.
Ogni segno e variazione della superficie contribuisce alla sua unicità.
Il primo oggetto di un viaggio appena iniziato
Abbiamo lasciato Arles la mattina seguente. Nel bagagliaio c’era già il primo ritrovamento del viaggio e, con lui, la conferma del motivo per cui continuiamo a cercare: non soltanto per trovare oggetti belli, ma per ricostruire i passaggi, gli incontri e i luoghi che li hanno portati fino a noi.
L’Amphora Camarguaise è diventata parte dell’archivio Vicode proprio così: non come un prodotto individuato da un catalogo, ma come una presenza incontrata lungo il cammino.
Puoi scoprire altre forme scultoree, ceramiche e pezzi selezionati nella collezione dedicata ai vasi di design e d’autore .
Elena & Lorenzo — Vicode
