Diario della ricerca Vicode

L’anima degli oggetti

Tre luoghi, tre incontri e tre oggetti che raccontano il modo in cui nasce una parte della selezione Vicode.

Alcuni oggetti vengono scelti dopo settimane di ricerca. Altri appaiono quando stavamo cercando tutt’altro. In entrambi i casi, prima di entrare nel nostro catalogo devono riuscire a fermarci: per una forma insolita, una materia segnata dal tempo o una storia che merita di essere custodita.

È successo a Valencia, nel souk di Marrakech e durante un incontro con alcune opere provenienti da Volterra. Tre episodi diversi che spiegano meglio di qualsiasi manifesto cosa intendiamo quando parliamo di oggetti con un’anima.

Non cerchiamo la perfezione assoluta. Cerchiamo oggetti capaci di mantenere visibili un gesto, un’origine e il carattere di chi li ha realizzati o custoditi.

Primo incontro · Valencia

Il rosso inatteso di un botijo

Eravamo entrati in una piccola enoteca del centro di Valencia. Sul bancone c’erano bottiglie, bicchieri e oggetti raccolti nel tempo. In una vetrina, tra forme più tradizionali, un botijo rosso emergeva per il colore intenso e per la silhouette quasi scultorea.

Il botijo nasce come contenitore popolare per conservare l’acqua fresca. Quello che avevamo davanti, però, sembrava essersi allontanato dalla sola funzione d’uso: il rosso lucido trasformava un oggetto quotidiano in una presenza capace di definire da sola un angolo della casa.

Botijo Rojo valenciano in ceramica smaltata rossa selezionato da Vicode
Il Botijo Rojo: una forma della tradizione valenciana reinterpretata attraverso il colore.

Lo abbiamo portato con noi perché conteneva due qualità che cerchiamo spesso: una forma immediatamente riconoscibile e la capacità di sorprendere senza ricorrere all’eccesso.

La sua storia prosegue nella nostra selezione di vasi artigianali e di design . Per conoscere il contesto in cui lo abbiamo scoperto, puoi leggere anche il nostro diario da Valencia .

Scopri il Botijo Rojo

Secondo incontro · Marrakech

Un pesce di legno trovato cercando fossili

A Marrakech stavamo cercando piccoli fossili per nostro figlio. La sua passione per i dinosauri ci aveva condotti tra negozi, banchi e depositi nei quali oggetti molto diversi convivevano senza un ordine apparente.

È stato lì che abbiamo notato alcuni pesci intagliati nel legno. Avevano forme essenziali, colori consumati e dettagli volutamente irregolari. Non conoscevamo il nome di chi li aveva realizzati né il percorso che li aveva portati fino a quel banco. Era però evidente che non fossero prodotti seriali.

Pesce Memoria #3

La superficie lascia visibili incisioni, variazioni cromatiche e tracce della lavorazione manuale. È un oggetto decorativo, ma conserva qualcosa della sua origine popolare e quotidiana.

Lo immaginiamo sopra una libreria, accanto a una ceramica o inserito in una composizione di piccoli oggetti raccolti durante viaggi differenti.

Osserva il pezzo da vicino

Quella ricerca ci ha ricordato che la selezione non avviene sempre in luoghi dedicati al design. Talvolta nasce in un mercato, durante una conversazione o seguendo una deviazione che sembrava non avere nulla a che fare con il nostro lavoro.

Nel racconto dedicato a Marrakech e al suo artigianato abbiamo raccolto altri luoghi, impressioni e oggetti incontrati durante quel viaggio.

Terzo incontro · Volterra

Quando un’opera continua a fare domande

Il rapporto con un’opera d’arte è diverso. Non è sufficiente che un quadro completi una parete: deve continuare a generare pensieri anche dopo che lo sguardo si è spostato altrove.

È ciò che abbiamo provato davanti a Ombre della mente, opera firmata R’95 e realizzata durante un periodo trascorso in una struttura di Volterra. La pittura è diretta, inquieta e priva di compiacimento. Non cerca di essere rassicurante e proprio per questo rimane impressa.

Ombre della mente, opera figurativa dell’artista R’95 selezionata da Vicode
“Ombre della mente”, un’opera capace di trasformare la parete in uno spazio di confronto.

Non conosciamo ogni risposta contenuta nell’opera e non cerchiamo di attribuirle un significato univoco. Ci interessa la sua capacità di mantenere aperto un dialogo: con chi l’ha dipinta, con il luogo dal quale proviene e con la persona che sceglierà di viverci accanto.

È questo il criterio che guida anche la selezione dei quadri e delle opere d’arte Vicode : non semplici riempitivi decorativi, ma presenze che possono modificare la percezione di un ambiente.

Scopri Ombre della mente

Cosa cerchiamo davvero in un oggetto

Questi tre episodi non costituiscono una regola, ma raccontano alcuni dei criteri che utilizziamo quando selezioniamo un nuovo pezzo.

Una presenza riconoscibile

La forma deve riuscire a mantenere carattere anche senza essere inserita in un allestimento complesso.

Una materia che non nasconde il processo

Piccole irregolarità, segni manuali e variazioni della superficie sono spesso ciò che rende un pezzo autentico e irripetibile.

Una storia verificabile o apertamente raccontata

Quando conosciamo l’autore, il laboratorio o il luogo del ritrovamento, li raccontiamo. Quando alcuni passaggi restano sconosciuti, preferiamo dichiararlo senza costruire leggende artificiali.

Ogni oggetto entra così in una narrazione più ampia, fatta di persone, territori e modi differenti di lavorare la materia. La sua destinazione finale, però, non la decidiamo noi: comincia nella casa e nella vita di chi lo sceglie.

Trovare un oggetto, non soltanto acquistarlo

Esplorare Vicode significa attraversare una raccolta eterogenea: ceramiche contemporanee, pezzi vintage, opere d’arte e oggetti provenienti da culture differenti. Non tutto deve piacere a tutti. La selezione nasce proprio per permettere a ciascuno di riconoscere ciò che sente vicino al proprio modo di abitare.

Puoi iniziare dalle collezioni Vicode oppure continuare a leggere i nostri racconti di viaggio, arte e artigianato .

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