Varosha a Cipro sembra appartenere a una fotografia rimasta sospesa nel tempo. Tra gli anni Sessanta e Settanta era il quartiere turistico più moderno di Famagosta, affacciato su una delle spiagge più celebri del Mediterraneo.
Hotel, appartamenti, negozi e locali raccontavano un’idea di villeggiatura internazionale fatta di architettura modernista, ottimismo e nuove forme dell’abitare. Nel 1974 tutto si interruppe improvvisamente. Gli abitanti lasciarono il quartiere, gli edifici furono chiusi e Varosha rimase inaccessibile per decenni.
Le fotografie di questo articolo sono state scattate da noi durante il nostro viaggio a Cipro.
Cos’è Varosha e dove si trova
Varosha è il quartiere costiero meridionale di Famagosta, sulla costa orientale di Cipro. Non era una città separata, ma la zona residenziale e turistica più nuova e cosmopolita di Famagosta.
Negli anni Sessanta e nei primi anni Settanta il suo lungomare si trasformò rapidamente. Alberghi, residence, ville, attività commerciali e stabilimenti balneari costruirono un paesaggio urbano moderno, frequentato da viaggiatori internazionali e protagonisti della cultura dell’epoca.
Il profilo di Varosha era dominato da edifici alti, balconi continui, facciate curve, grandi superfici vetrate e insegne commerciali. Un’architettura che oggi appare segnata dal tempo, ma nella quale è ancora possibile riconoscere l’energia sperimentale del dopoguerra mediterraneo.
Varosha negli anni ’60 e ’70
Prima del 1974 Varosha rappresentava un’idea precisa di modernità. Le nuove costruzioni si affacciavano direttamente sul mare e offrivano appartamenti luminosi, terrazze panoramiche, piscine, ristoranti e spazi dedicati alla vita sociale.
A colpirci non sono stati soltanto gli edifici monumentali, ma anche i dettagli: le pensiline arrotondate, le ringhiere, le geometrie ripetute dei balconi, le insegne, le proporzioni delle finestre e il rapporto diretto fra architettura e paesaggio.
Osservandoli oggi, questi elementi raccontano un periodo in cui il design era associato al futuro, al viaggio e a una nuova libertà domestica. Varosha non era soltanto una destinazione balneare: era la rappresentazione costruita di un’intera epoca.
Perché Varosha fu abbandonata nel 1974
Nel luglio del 1974 un colpo di Stato sconvolse Cipro. Il successivo intervento militare turco e il conflitto che attraversò l’isola portarono gli abitanti greco-ciprioti di Varosha a lasciare rapidamente le proprie case.
Il quartiere passò sotto il controllo militare turco, fu recintato e rimase chiuso al pubblico per quasi cinquant’anni. Abitazioni, alberghi e negozi furono lasciati senza manutenzione, mentre il tempo, il clima marino e la vegetazione iniziarono lentamente a trasformare gli edifici.
La vicenda di Varosha resta legata alla divisione di Cipro e alle proprietà degli abitanti costretti ad abbandonare l’area. Per questo il quartiere non è soltanto un luogo suggestivo, ma anche la testimonianza ancora presente di una storia umana e politica irrisolta.
Varosha oggi: visitare la città fantasma
Dal 2020 alcune strade e una parte del litorale di Varosha sono state aperte ai visitatori. L’accesso rimane limitato ai percorsi autorizzati e non è possibile entrare negli edifici abbandonati.
Camminare lungo queste strade produce una sensazione difficile da descrivere. Intorno si susseguono hotel vuoti, condomini, ville, attività commerciali e strutture mai completate. Le insegne e le facciate sembrano appartenere a un tempo interrotto improvvisamente.
L’architettura e il design di Varosha
Guardando oltre il decadimento, Varosha conserva ancora numerosi elementi del linguaggio progettuale degli anni Sessanta e Settanta. Volumi curvi, finestre a nastro, balconi profondi, cemento a vista, elementi modulari e facciate scandite da ritmi geometrici definiscono il carattere degli edifici.
Non si tratta di un unico stile, ma di una sovrapposizione di modernismo mediterraneo, architettura alberghiera e sperimentazione residenziale. Alcune costruzioni appaiono essenziali e razionaliste; altre utilizzano forme più decorative, profili arrotondati e proporzioni fortemente legate all’estetica degli anni Settanta.
È proprio questa stratificazione ad averci colpito. Anche senza poter accedere agli interni, l’architettura continua a raccontare le aspirazioni, il gusto e il modo di vivere di chi aveva immaginato Varosha come una città rivolta al futuro.
Una memoria che continua a parlare
Varosha non dovrebbe essere osservata soltanto come una scenografia abbandonata. Dietro ogni finestra, terrazza e ingresso esiste la memoria di persone che in quei luoghi abitavano, lavoravano o trascorrevano le proprie vacanze.
Il suo fascino nasce proprio da questa tensione: da una parte la bellezza delle architetture e del paesaggio, dall’altra il peso di una storia che non si è ancora conclusa. È un luogo che invita a riflettere sul tempo, sulla fragilità delle città e sulla capacità del design di conservare tracce della vita anche quando gli spazi rimangono vuoti.
Lo spirito degli anni ’70 secondo Vicode
Le forme morbide, le geometrie decise, le superfici materiche e i colori caldi che caratterizzavano gli anni Settanta continuano ancora oggi a influenzare il progetto degli interni.
La nostra collezione di oggetti anni ’70 nasce dalla stessa attrazione per un decennio libero e sperimentale. Ceramiche, sculture e oggetti decorativi reinterpretano quell’immaginario senza trasformarlo in una semplice ricostruzione nostalgica.
Come le architetture di Varosha, ogni oggetto può diventare una traccia del proprio tempo e, contemporaneamente, trovare un nuovo significato negli interni contemporanei.
Domande frequenti su Varosha
Dove si trova Varosha?
Varosha si trova nella parte meridionale della città di Famagosta, sulla costa orientale di Cipro. È conosciuta anche con il nome turco di Maraş.
Perché Varosha è una città fantasma?
Il quartiere fu abbandonato nel 1974 durante il conflitto che portò alla divisione dell’isola. Gli abitanti lasciarono l’area, che venne successivamente recintata e mantenuta sotto controllo militare.
È possibile visitare Varosha?
Una parte di Varosha è accessibile al pubblico dal 2020 lungo itinerari prestabiliti. Non è consentito entrare negli edifici e le condizioni di accesso possono cambiare, quindi è opportuno verificare le indicazioni aggiornate prima della visita.
